Gli incrementi in busta paga arriveranno fino a 100 euro mensili, aumenti che, però, come sottolineato dal quotidiano economico ‘Italia Oggi’, assorbiranno la detrazione di imposta già prevista dal comma 1-bis dell’articolo 13 del Testo unico delle imposte dirette.

Dal prossimo mese di luglio 2020, il bonus Renzi di 80 euro aumenterà a 100 euro mensili per tutti coloro che hanno un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi. Chi, invece, percepisce un reddito compreso nella fascia stipendiale da 26.600 euro a 28.000 euro ed era escluso dalla detrazione di imposta, potrà beneficiare per la prima volta di un aumento di 100 euro al mese in busta paga.

Per chi percepisce un reddito superiore a 28mila euro, è prevista, invece, una detrazione fiscale equivalente che decrescerà a mano a mano sino ad arrivare a 80 euro in corrispondenza di un reddito pari a 35mila euro lordi. Oltre questa soglia, l’importo del beneficio continuerà a diminuire per arrivare a quota zero al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito.

Esempi di aumenti

Facendo qualche esempio, i docenti di scuola infanzia e primaria percepivano la detrazione di imposta solamente nel caso in cui non si superava il primo gradone, ovvero da zero fino agli 8 anni di servizio con una retribuzione annua di 25213,02 euro. Adesso, già nel primo gradone le maestre di infanzia e primaria andranno a percepire la detrazione di 100 euro al mese che, comunque, sarà applicata anche al gradone successivo.

I benefici riguardano anche i docenti che non fruivano della detrazione degli 80 euro in quanto percettori di retribuzioni annue lorde superiori ai 26.600 euro.

Nel caso di un docente di scuola secondaria di primo grado con classe stipendiale 15 (16-21 anni di servizio), questi avrà un incremento in busta paga di circa 92 euro netto mensili mentre prima era totalmente escluso dalla detrazione degli 80 euro. Lo stesso dicasi per il docente con classe stipendiale 21 (22-27 anni di servizio) che andrà a percepire un incremento pari a 83 euro netti mensili.