Stampa
Categoria: Concorsi
Visite: 759

Con la Legge n. 159 del 20/12/2019 di conversione del Decreto Legge 29/10/2019, n. 126, recante “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”, in vigore dallo scorso 29 dicembre, sono stati varati importanti provvedimenti in materia di reclutamento dei docenti, maturati nel contesto emergenziale delle gravi carenze di personale regolarmente in cattedra ad inizio anno scolastico.

Il ritardo nelle immissioni in ruolo dei vincitori dei più recenti concorsi, la penuria di docenti in alcune discipline e regioni e il caotico balletto delle nomine di supplenti mettono a repentaglio il regolare funzionamento delle scuole ad ogni rientro in classe, richiedendo urgenti soluzioni che le troppe e diverse aspettative in campo rendono sempre difficili e insoddisfacenti.

Tuttavia, nonostante una complessa trattativa sindacale e un iter parlamentare complicato dall’avvicendamento di due Ministri di diverso schieramento politico, le norme approvate a chiusura dell’anno 2019 individuano nello strumento di un doppio canale di assunzioni in ruolo la possibilità di un miglioramento della situazione a breve termine, prevedendo una procedura concorsuale straordinaria riservata ai docenti precari con particolari requisiti, da affiancarsi alla procedura concorsuale ordinaria a cui potranno accedere anche gli aspiranti docenti neolaureati.

In aggiunta alle procedure concorsuali, che permetteranno l’immissione in ruolo di oltre 48.000 docenti, la legge di conversione prevede anche misure che modificano le modalità di conferimento delle supplenze annuali e temporanee, prefigurando la trasformazione delle graduatorie di istituto in graduatorie provinciali, a cui sarà possibile accedere senza essere abilitati, contrariamente a quanto stabilito dalla Legge 107/2015.

Tenendo ben presente che tutti i dettagli saranno chiariti da successivi decreti ancora in corso di definizione, esaminiamo in questa sede gli aspetti fondamentali dei due concorsi per docenti di scuola secondaria di I e II grado e del nuovo meccanismo di conferimento delle supplenze, tracciando il nuovo quadro normativo all’interno del quale potranno essere assunti in ruolo, o nominati supplenti, i docenti che saliranno in cattedra già a partire dal prossimo 1° settembre 2020.

Vedremo, inoltre, quali saranno le nuove possibilità di acquisizione dell’abilitazione alla professione docente, destinate ad intersecarsi con le stesse procedure concorsuali.

Assunzioni a T.I. e immissioni in ruolo nella scuola secondaria

Le prossime immissioni in ruolo per le assunzioni a tempo indeterminato previste nel Decreto Scuola avverranno sulla base di due distinte procedure concorsuali per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di I e II grado, fermo restando che al concorso straordinario spetterà il 50% dei posti residuati a conclusione della fase precedente, ovvero, successivamente alle assunzioni effettuate per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento (GaE) e per l’altro 50% dalle graduatorie degli idonei dei concorsi 2016 e 2018.

I bandi in attesa di pubblicazione riguarderanno, da una parte, un concorso ordinario per laureati e/o abilitati e, dall’altra, un concorso straordinario finalizzato principalmente alla stabilizzazione dei docenti precari.

Se in possesso dei requisiti richiesti, gli aspiranti docenti potranno partecipare contemporaneamente al bando ordinario e al bando straordinario per le stesse classi di concorso e tipologie di posto, o per classi e tipologie di posti diverse. La partecipazione è aperta anche ai docenti di ruolo che potranno concorrere per il ruolo in altra classe di concorso o in altra regione.

Il concorso a cattedra ordinario per titoli ed esami

Per il concorso ordinario, a carattere nazionale, sono previsti 24.000 posti disponibili fra quelli vacanti nei due anni scolastici successivi a quello in cui saranno espletate le prove per la procedura concorsuale. Sia per i posti comuni che per il sostegno, i candidati potranno concorrere per una sola regione e per una singola classe di concorso della scuola secondaria di I e II grado. Nel caso del concorso per i posti di sostegno, è necessario che i candidati siano in possesso del titolo di specializzazione e, per coloro che hanno iniziato il percorso del IV ciclo di TFA di sostegno a.a. 2018/2019, è prevista la partecipazione con riserva, che sarà sciolta positivamente solo nel caso di conseguimento del titolo entro il 15 luglio 2020.

Al concorso potranno accedere anche gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) in possesso, sino al 2024/2025, del diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore, secondo la tabella B del D.P.R. 19/2016 modificato dal Decreto 259/2017 e senza il possesso dei 24 crediti formativi universitari o accademici.

L’immissione in ruolo dei candidati vincitori avverrà al termine di un periodo di formazione iniziale e prova della durata di un anno, con il vincolo di restare nella stessa scuola per 5 anni consecutivi, incluso l’anno di prova.

In tabella 1 presentiamo una scheda riepilogativa sui requisiti di accesso richiesti e sulla tipologia delle prove d’esame.

Il concorso straordinario per titoli ed esami

Il concorso straordinario sarà bandito per 24.000 posti solo nelle regioni, classi di concorso e tipologie di posto per le quali si prevede, nell’arco del triennio 2020-2023, la presenza di posti vacanti e disponibili per il medesimo concorso.

Ciascun candidato potrà partecipare in un’unica regione, per una sola classe di concorso, ma potrà concorrere contemporaneamente per il posto di sostegno.

La partecipazione al concorso è riservata ai docenti (inclusi quelli già di ruolo in altra classe di concorso) in possesso dei seguenti requisiti:

  1. titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso richiesta;
  2. un servizio di almeno 3 annualità (di cui almeno uno svolto nella classe di concorso per cui si partecipa), anche non consecutive, prestato tra gli anni 2008/2009 e 2019/2020 su posto comune o di sostegno, con contratto a tempo determinato o indeterminato, svolto nella scuola statale secondaria oppure nell’ambito dei progetti regionali ai sensi dell’art. 1, comma 3 del D.L. 134/2009, convertito con Legge 167/2009 e art. 5, comma 4-bis del D.L. 104/2013, convertito con Legge 128/2013 (Progetti ai fini dell’adempimento dell’obbligo dell’istruzione e di potenziamento dell’offerta formativa negli istituti tecnici e professionali).

Per concorrere per i posti di sostegno, le condizioni sono le stesse che per il concorso ordinario relativamente al possesso della specifica specializzazione e della riserva per i partecipanti al IV ciclo TFA sostegno a.a. 2018/2019.

Titoli di studio validi per la partecipazione al concorso straordinario

Validità del servizio per il concorso straordinario

L’espletamento della procedura concorsuale straordinaria prevede fasi successive che giungono all’immissione in ruolo passando per una prova scritta computer based, la formulazione di una graduatoria di merito che includerà vincitori e idonei, fino alla conferma in ruolo attraverso una prova orale di valutazione dell’anno di prova, secondo un iter che possiamo schematizzare come segue:

FASE I – Prova scritta computer based

I candidati svolgeranno una prova scritta informatizzata (computer based), composta di quesiti a risposta multipla. I quesiti saranno predisposti da un comitato tecnico scientifico su argomenti afferenti alla specifica disciplina di insegnamento e sulle metodologie didattiche.

Il raggiungimento del punteggio minimo di 7/10 permetterà ai candidati di essere inseriti nella graduatoria di merito.

FASE II – Formulazione della graduatoria di merito

La graduatoria di merito, distinta per regione, classe di concorso e tipo di posto (posto comune o posto di sostegno) sarà formulata sommando il punteggio conseguito nella prova scritta con quello derivante da eventuali titoli posseduti, le cui modalità di valutazione verranno stabilite con apposito decreto.

La graduatoria, in cui confluiranno vincitori e idonei, potrà essere utilizzata per le immissioni in ruolo dei vincitori anche dopo l’anno scolastico 2022/2023, nel caso in cui occorra rispettare il contingente previsto per le assunzioni del medesimo concorso.

FASE III – Immissioni in ruolo e anno di prova

I vincitori, ovvero i primi 24.000 docenti della graduatoria di merito, verranno immessi in ruolo e affronteranno il periodo di formazione iniziale e di prova, durante il quale i docenti dovranno conseguire, ove non già in possesso, i 24 CFU con oneri a carico dello Stato.

Si dovranno altresì conseguire, ove non già in possesso, le competenze relative alle metodologie e tecnologie della didattica digitale e della programmazione informatica (coding).

FASE IV – Conferma in ruolo previo esame orale

L’anno di prova si concluderà con un esame orale, da superarsi con il punteggio minimo di 7/10, che consiste in un colloquio valutato da un comitato di valutazione composto da non meno di due membri esterni di cui almeno uno deve essere un dirigente scolastico.

Agli assunti in ruolo si applica il blocco della mobilità per i 4 anni successivi all’anno di prova, eccetto nei casi di esubero, soprannumero o disabilità ai sensi della Legge 104/1992 (art. 33, commi 5 e 6) sopraggiunta successivamente al termine di presentazione delle domande di partecipazione al concorso.

I vincitori del concorso riservato, una volta completato l’anno di prova, verranno cancellati da qualsiasi graduatoria in cui si trovavano precedentemente relativa alla classe di concorso di immissione in ruolo.

Conferimento degli incarichi di supplenza

Parallelamente alle procedure concorsuali, nel Decreto Scuola vengono prese in considerazione nuove misure anche sul fronte delle assunzioni con contratti a termine per l’anno scolastico 2020/2021, attraverso una modifica al sistema di conferimento delle supplenze (annuali e temporanee) che prefigura la costituzione di nuove graduatorie provinciali gestite dagli Uffici Scolastici Regionali.

Costituite per il conferimento degli eventuali posti residui per incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche, in subordine alle nomine dalle GaE, le graduatorie provinciali saranno distinte per tipologia di posto e per classe di concorso, compresi i posti di sostegno, per i quali è prevista una graduatoria specifica per gli incarichi di supplenza da conferire a docenti specializzati.

L’inserimento nelle graduatorie provinciali sarà possibile previa domanda in occasione dell’aggiornamento e riapertura delle graduatorie di II e III fascia, presumibilmente nel giugno 2020, sulla base dei seguenti requisiti:

  1. titolo di accesso richiesto per la classe di concorso di interesse;
  2. il possesso dei 24 CFU/CFA.

Non è necessario, per i prossimi due anni scolastici, dimostrare di essere abilitati, in quanto il Decreto 159/2019 rinvia all’anno scolastico 2022/2023 il requisito del possesso dell’abilitazione per l’inserimento nelle graduatorie di terza fascia, stabilito dalla Legge 107/2015.

Infine, i docenti interessati potranno presentare contestuale domanda di inserimento nelle graduatorie di circolo e d’istituto in 20 scuole della stessa provincia, ai fini dell’attribuzione delle supplenze brevi e saltuarie.

Abilitazione alla professione docente

Dopo la stagione dei TFA e PAS, la legge prevede alcuni meccanismi che ampliano la platea dei potenziali idonei all’abilitazione, oltre a quello delle procedure concorsuali poc’anzi esaminate, entrambe valide ai fini dell’abilitazione per i docenti vincitori e immediatamente immessi in ruolo.

In attesa di appositi decreti, proviamo a definire quali saranno le categorie di docenti potenzialmente idonei all’abilitazione e a quali condizioni:

  1. i docenti vincitori dei concorsi in attesa di immissione in ruolo, ovvero, quelli inseriti nella graduatoria di merito dei concorsi in posizione utile ai fini del ruolo (nella misura dei 24.000 posti), ma non rientranti nel limite dei posti annualmente autorizzati, a condizione che conseguano i 24 CFU/CFA, ove non ne siano già in possesso;
  2. i docenti non vincitori, ma idonei, in quanto collocati nella graduatoria di merito avendo superato la prova scritta del concorso straordinario, a condizione che conseguano i 24 CFU/CFA, ove non ne siano già in possesso;
  3. i docenti non in possesso dei requisiti per partecipare al concorso straordinario, a condizione che:
    • abbiano un titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso richiesta;
    • abbiano svolto un servizio di almeno 3 annualità, anche non consecutivi, tra il 2008/2009 e 2019/2020 presso le scuole paritarie o presso i centri di formazione professionale (CFP), nell’ambito dei percorsi di qualifica degli IFP funzionali all’assolvimento dell’obbligo, purché almeno un anno di servizio sia specifico per la classe di concorso richiesta. In questi casi il servizio può essere stato svolto anche in maniera cumulativa nella statale, nelle paritarie e nei CFP;
    • superino una prova scritta, distinta da quella del concorso straordinario, utile ai soli fini abilitanti e da svolgersi con sistema informatizzato, composta da quesiti a risposta multipla su argomenti afferenti alle classi di concorso e sulle metodologie didattiche. La prova si ritiene superata con un punteggio minimo di 7/10.

Le ultime due categorie di docenti saranno inseriti in un elenco non graduato e potranno conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione docente purché:

Le modalità di acquisizione dei 24 CFU/CFA, i contenuti e le modalità di svolgimento della prova scritta e orale succitate saranno stabilite con successivi decreti.

Procedura di abilitazione: casi specifici

Il 2020 anno di concorsi

In conclusione, possiamo dire che il 2020 si preannuncia molto intenso sul fronte del reclutamento del personale docente, in cui va ricompreso anche un concorso per i docenti di religione cattolica previsto dalla Legge 159/2019, senza dimenticare il concorso per docenti di scuola dell’infanzia e primaria, il cui bando è ormai in dirittura di arrivo.

Di fronte a tante attese e aspirazioni, si spera che l’emanazione di tutti i necessari decreti attuativi non subisca eccessivi rallentamenti, a causa del recentissimo insediamento della nuova Ministra, che giunge in concomitanza con una complessa riorganizzazione del MIUR, ormai sdoppiato nei due Ministeri dell’Istruzione e Ministero dell’Università e della Ricerca.